Sfruttamento ed abuso sessuale: rischi e diritti dei minori

 Al giorno d’oggi quando parliamo di sfruttamento, abuso sessuale e pedofilia non possiamo ignorare il ruolo che le nuove tecnologie comunicative ricoprono, specialmente nelle fasce più giovani della popolazione. Nella moderna era digitale chiunque può comunicare in poco tempo e con pochi click con un’altra persona, anche senza conoscerla. Questo straordinario aspetto del continuo progresso tecnologico, che caratterizza la nostra quotidianità, ha però anche risvolti negativi e rischiosi. I minori, ad esempio, oggi più che mai sono facili prede di nuove forme di criminalità che sfruttano la facilità, la velocità e l’anonimato di queste moderne comunicazioni digitali.

La possibilità del minore di rimanere coinvolto come vittima nella commissione di reati o crimini informatici a sfruttamento sessuale, come la pedofilia telematica, sono sempre più alte. L’adescamento online (grooming) è tra i fenomeni maggiormente presenti in rete. Una persona malintenzionata può infatti adescare in diversi modi un bambino o un adolescente per scopi sessuali. L’adescatore, spesso, mette in atto una vera e propria manipolazione psicologica ben strutturata: attraverso l’utilizzo di motori di ricerca e social networks contatta la potenziale vittima cercando di stabilire con essa un legame affettivo e confidenziale. Con il passare del tempo, sempre accertandosi dell’assenza di un controllo genitoriale, esercita pressioni su un possibile incontro con il minore. In molti casi l’adescatore telematico cerca di sviluppare una relazione intima con il bambino o l’adolescente cercando di ottenere foto o video di natura sessuale (sexting) con i quali, in seguito, tenta di estorcere denaro alla vittima minacciando la diffusione del materiale pedopornografico presso la famiglia ed amici (sextortion).

Per cercare di arginare questo fenomeno il Consiglio d’Europa ha adottato già dal 2007 la Convenzione di Lanzarote dove viene innanzitutto affermato che lo sfruttamento dei minori e gli abusi sessuali nei loro confronti sono “devastanti per la salute dei minori e il loro sviluppo psico-sociale”. Secondo la Convenzione di Lanzarote, all’art’ 23, la punibilità dell’adescatore di un minorenne può attuarsi nel caso in cui: non soltanto sia stato proposto al minore un incontro di natura sessuale ma è necessario che siano stati messi in atto veri e propri comportamenti concreti a tale scopo; ovvero siano stati compiuti atti materiali volti a mettere in atto l’intenzione criminosa, attraverso l’incontro con il minore (Masera, 2014). Quest’ultimo punto decretato della Convenzione di Lanzarote non viene tenuto in considerazione nella legislazione italiana, che abbassa la soglia di punibilità dell’adescatore. Infatti la legge del 1 ottobre 2012 n. 172, sanziona con la pena della reclusione da uno a tre anni chiunque, allo scopo di commettere un reato in materia di integrità sessuale dei minori, “adesca un minore di anni sedici” precisando altresì che per adescamento “si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe e o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione”, così è riportato dall’ Art. 609 undecies – Adescamento di minorenni – del Codice Penale. È quindi sufficiente un contatto con il minore e l’intenzione di carpirne la fiducia, al fine ulteriore di compiere reati sessuali per decretare la responsabilità penale dell’adescatore (ibidem).Altra differenza con la legislazione italiana è l’età del minore preso in considerazione: la Convenzione di Lanzarote fa riferimento ai minori di quattordici anni, in Italia si parla di minori di sedici anni, cercando di tutelare maggiormente la fascia d’età adolescenziale sempre più spesso sottoposta a questo genere di abusi.

È importante inoltre sottolineare, che la maggior parte degli abusi non vengono mai denunciati per paura di ritorsioni, timore di non essere creduti, vergogna e sensi di colpa. Il fenomeno dell’abuso investe aspetti legislativi (come visto in precedenza), ma anche medici, psicologici, sociali, educativi (coinvolgendo famiglia e scuola) e la comunità intera. Spesso, infine, ci si dimentica che il 90% degli abusi sessuali sono intrafamiliari, ovvero commessi da un membro all’interno della famiglia della vittima e non da un estraneo.

I dati

Nel 2019, il “Dossier abuso sessuale e pedofilia” di Telefono Azzurro ha fatto emergere che: secondo una stima di Microsoft, ogni giorno vengono scaricate 720.000 immagini rappresentanti abusi sessuali sui bambini. Altri dati diffusi nel rapporto del 2019 “Child Online Safety: Minimizing the risk of violence, Abuse and exploitation online”, riportanti i numeri della INHOPE Foundation, indicano che il numero di immagini e video illegali caricati online ha subito un incremento dell’83% tra il 2016 ed il 2018. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente affermato che, ogni anno 200 milioni di bambini subiscono abusi sessuali. Nel 2018, la Internet Watch Foundation: una fondazione inglese senza scopo di lucro, che dal 1996 lavora per eliminare dalla rete immagini pedopornografiche, ha rilevato un aumento del 32% del numero di siti che contenevano immagini CSAM (child sexual abuse material):

  • Il 39% delle vittime aveva meno di 10 anni, il 55% aveva tra 11 e 13 anni ed il 5% aveva 14-15 anni.
  • Il 78% rappresentava ragazze, il 17% rappresentava ragazzi ed il 4% rappresentava entrambi i sessi.
  • Il 23% di tutte le immagini CSAM (child sexual abuse material) è stato del tipo più brutale, comprese le immagini di stupro o tortura. 
  • L’82% di questo materiale è stato rintracciato su siti di hosting di immagini senza o con parziale verifica dell’utente.

In Italia

Secondo i dati di Telefono Azzurro, da marzo 2011 a marzo 2016, il 42,4% degli abusi commessi sono su bambini di età inferiore ai dieci anni, il 65% di questi abusi vengono perpetrati su bambine. Più della metà degli abusi sessuali segnalati vengono messi in atto dai familiari (padri, madri, nonni, fratelli, nuovi conviventi o coniugi).

L’adescamento e la pedopornografia online costituiscono rispettivamente il 7,9’% ed il 5,40% delle richieste di aiuto pervenute nel 2018. Nell’ambito della pedopornografia online, sempre nel 2018, sono state registrate 532 denunce e 43 arresti. Complesse operazioni di prevenzione della Polizia di Stato, hanno analizzato e monitorato circa 28.560 siti internet, di cui 2.077 inseriti nelle black list. Inoltre, i dati hanno confermato l’aumento del fenomeno dell’adescamento di minori online che ha registrato 437 casi trattati che hanno portato alla denuncia di 158 soggetti all’arresto di 19.

Infine, è importante ricordare che nell’ambito del turismo sessuale, anch’esso in netta crescita, l’Italia detiene questo triste primato con i suoi 80.000 viaggi ogni anno, secondo i dati Ecpat.

Agire

Per cercare di contrastare gli aberranti crimini di pedofilia e pedopornografia è necessario che tutti i servizi sociali: educativi, sanitari, le forze dell’ordine e il mondo giudiziario collaborino costruendo una rete di prevenzione che sia anche in grado di individuare questi fenomeni in continua espansione. Nel fare questo sarà importante analizzare in maniera corretta e cauta i segnali mandati dal minore. È di fondamentale importanza ricordare che non esistono indicatori comportamentali specifici che informino in maniera inequivocabile che un bambino/a sia stato/a vittima di un abuso sessuale. Nella maggior parte dei casi, sono presenti segnali comportamentali aspecifici (ad es. improvvisi scoppi d’ira, disturbi del sonno), i quali indicano che il minore sta vivendo una situazione di disagio, ma non è possibile definire una precisa sintomatologia manifestata da tutti i bambini/e vittime di abuso, come ricordato anche dalle Linee Guida della SINPIA. (S.I.N.P.I.A., 2007). Questo concetto potrà sembrare quasi banale ma, al contrario, è spesso ignorato non solo da alcuni genitori ma anche da professionisti come psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e medici.L’abuso, se c’è stato, dovrà essere sostenuto da prove e non sarà provato dai soli sintomi, bisognerà assumere un atteggiamento falsificazionista. Dopo aver analizzato tutto ciò che potrebbe smentire l’abuso, sarà possibile dare un parere scientificamente e metodologicamente provato riguardo ad esso. Una delle variabili da tenere sempre in considerazione è che il racconto di un bambino può essere inficiato da numerose altre variabili (come domande suggestive da parte dei genitori stessi); inoltre, il continuo rivivere l’abuso mediante la narrazione di ciò che è accaduto può essere psicologicamente devastante per il minore stesso (vittimizzazione secondaria).

Per tutti questi motivi è importante sottolineare che non è compito degli adulti di riferimento accertare se l’abuso sia avvenuto o meno. In caso di sospetto abuso è quindi necessario rivolgersi tempestivamente a persone esperte e specificamente formate ed aggiornate sul tema, le quali dovranno agire con estrema cautela e competenza, facendo riferimento a precise linee guida: come le Linee Guida (già citate) in tema di abusi sui minori messe a punto dalla Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), o quelle riportate nella Carta di Noto ed il Protocollo di Venezia. In conclusione, per le vittime di abusi sarà di fondamentale importanza trovare il coraggio di denunciare questi atti distruttivi della dignità umana, per poterlo fare sarà indispensabile una grande assunzione di responsabilità sociale diffusa, soprattutto nell’epoca in cui stiamo vivendo e vivranno i nostri figli, dove l’infanzia sarà sempre maggiormente orientata verso i grandi vantaggi, ma anche verso gli innumerevoli rischi silenziosi e, di conseguenza, difficilmente individuabili: legati all’utilizzo di whatsapp, dei vari social networks e della rete internet.

Bibliografia

  • Masera L., 2014, Nuove norme contro l’abuso sessuale de minori, in Il Libro dell’anno del diritto 2014, a cura di R. Garofoli, T. Treu, treccani.it.
  • Società Italiana Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (S.I.N.P.I.A.) Linee guida in tema di abuso sui minori.
  • https://azzurro.it/press/telefono-azzurro-in-aumento-gli-abusi-in-rete-verso-i-minori-la-loro-sicurezza-online-e-una-priorita-su-base-mondiale/

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